
| Introduzione |
| L'Emilia Ciampa |
| Il brigantino "Scutolo" |
| Il Cav. Ciampa |
| Le scuole |
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| Scritto da U. Gardini |
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Queste scuole, esistenti già dal 1783 ma non più rispondenti alle cresciute esigenze dell'industria e del commercio marittimo, furono abolite sostituendole (decreto del 18 ottobre 1863 n° 1514) con la Scuola Nautica e di Costruzione Navale di Carotto alle dipendenze del Ministero dell'Agricoltura Industria e del Commercio, dopo cioè che il governo di Vittorio Emanuele II aveva concesso l'antico convento dei Padri Teresiani, come nuova sede della Scuola Nautica, al Comune, che con delibera in data 30 settembre 1863 si assume l'obbliogo di provvedere a proprie spese all'arredamento ed alla manutenzione dei locali. Il professor Sebastiano Enrico De Martino fu il primo preside che dal 1° gennaio 1864 resse la Scuola Nautica fino al 30/9/1905. La sostituzaione e l'aggiornamento di tali scuole furono imposti dallo sviluppo del commercio marittimo, dall'avvento della macchina a vapore nella navigazione e dalle nuove tecniche delle costruzioni navali, che rivoluzionarono le strutture e l'organizzazione delle Scuole Nautiche. Erano infatti già 45 anni che il Ferdinando I aveva iniziato a navigare, "primo legno a vapore", nelle acque del Mediterraneo. é anche provato che dopo il Ferdinando I la Marina Napoletana non se ne era stata a godersi gli allori, ma era diventata la più importante e sviluppata d'Italia, avendo costruito in pochi anni una flotta efficiente e numerosa di ben 20 piroscafi, di cui 14 in ferro e, di essi, 6 ad elica: precisamente le navi Pompei, Mongibello, Vesuvio, Capri, Amalfi, Sorrento, appartenenti alla Compagnia di Navigazione delle Due Sicilie; Duca di Calabria, Maria Antonietta, Ercole, Calabrese, appartenenti alla Compagnia Calabro-Sicula; Diligente, Corriere Siciliano, Etna, Archimede, Elettrico, apparteneti alla Società I. & V Florio, Partenope ed Elba, appartenenti alla Società G. Giannelli & Co., ed infine Cometa, Stella e Generoso, appartenenti alla Navigazione del Golfo di Napoli. Abbiamo citato i nomi di tutti i piroscafi di una flotta che si era rapidamente costruita, per significare che certamente tra l'ufficialità e la bassa forza di quei perrimi piroscafi, che nei primi tempi furono chiamati "trombe di fuoco" dai napoletani, non pochi devono essere stati i nostri compaesani. A pensarlo ci autorizza la tradiziome secondo la quale da Napoli non sono mai usciti marittimi o, per lo meno, non ne sono mai usciti come dalla nostra amata Penisola Sorrentina. Così, mentre si sviluppava una imponente marina mercantile, si formavano valenti costruttori ed abili artefici proponevano e miglioravano sempre più le strutture e l'armamento dei bastimenti commerciali, fu istituita l'Accademia per gli Allievi della Marina Militare e diversi collegi nautici per gli allievi della classe Piloti e si stabilì un'estesa istruzione scientifica e pratica del mestiere. L gioventù appartenete al ceto civile delle coste, specialmente quella della Penisola Sorrentina, accorreva in folle nei collegi nautici per apprendere la scienza del Pilota e della Navigazione. Tutto quello che abbiamo detto finora circ lo sviluppo notevole e vivace dell'industria dell'armamanto, in cui cominciavano ad inseriri con interesse ed insistenz sempre maggiori le costruzioni in ferro, fece sì che i sorrentini più che mai sentissero il bisogno di aggiornare l'ordinemento degli studi allora vigenti, che essendo di preparazione per i soli capitani di gran cabotaggio riusciva quasi inutile alla marineria sorrentina, dedita quasi completamente alla navigazione i lungo corso. Indietro (Istruzione nautica) Ananti (Istituto Nautico )
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