Marina di Alimuri
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Scritto da U. Gardini   

                                                                                                                             

Nella Penisola Sorrentina Meta, Alimuri e Piano furono i maggiori cantri velici del Mezzogiorno, degni e temuti rivali di Camogli e degli altri armamenti liguri, con tradizioni marinare che risalgono all'epoca della dominazione angioiana a Napoli: risulta difatti che nel 1274 i cittadini di Piano Filippo Lauro e Sergio Cota donarono a Carlo I d'Angiò una galera per ciascuno. I bastimenti a lungo corso della penisola sorrentina portarono il tricolore d'Italia nei porti lontani delle Antille, delle Due Americhe, delle Indie e soprattutto in Australia e nel Pacifio, oltrepassando Capo Horn dove, fra enormi rocce nere, giusto all'incontro di due oceani, muore la catena delle Ande.

Il periodo aureo della vela oceanica sorrentina fu quello degli anni verso il 1890; Meta ebbe nel 1888 un massimo di 41 bastimenti a vela di lungo corso per 18.754 tonnellate e 40 ne ebbe piano nel 1886, per tonnellate 19.555.

Pioniere della vela a lungo corso fu senz'altro Francesco Saverio Ciampa, nato a sant'Agnello l'11 aprile 1821 e ivi deceduto il 5 maggio 1892, ultrasettantenne. Il suo primo bark fu l'Eluisa di 178 tonnellate, costruito a Piano nel 1847 che, al comando del cap. Odoardo Cacace, fra il 6 ed il 7 ottobre 1852, di ritorno da Pietrobrugo ed Amsterda, venne Sorpreso da un violento fortunale da libeccio nelle acque di Texel e fu in procinto di colare a picco.

 
 
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