
| Introduzione |
| L'Emilia Ciampa |
| Il brigantino "Scutolo" |
| Il Cav. Ciampa |
| I Ciampa |
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| Scritto da U. Gardini |
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Manchiamo di dati personali o di altri particolari per una biografia sia pure sommaria di questi grandi e coraggiosi armatoti di Piano di Sorrento, fioriti tra la fine del secolo scorso e gli albori del nostro. Tuttavia la loro opera, proficua ed importante per la nostra penisola, risulta ben illustrata e documentata dalle numerose citazioni della loro attività e dei loro velieri nel corso di questo articolo. Basti pensare che verso il 1890 la Ditta Ciampa & Figli era la terza, per importanza, in Italia. Il capostipite e fondatore della Ditta si chiamava Francesco Saverio Ciampa (1821-1892). Gli successero i figli Francesco (1850-1915), Salvatore (1855-1918), Agnello 81860-1931) e Luigi (1865-1944). Francesco cominciò con il costruire i suoi bastimenti su queste nostre spiagg, con preferenza per quella di Alimuri. Egli costruì 1) A Torre del Greco, nel 1870, il Vesuvio, brigantino a palo di 564 tonellate di stazza lorda. 2) A Cassano, nel 1871, il New York, brigantino a palo di 409 tonnellate di stazza lorda. 3) A Cassano, nel 1874, il Ciampa Emilia, nave goletta di 900 tonnellate. 4) A Cassano, nel 1877, l'Emilia, goletta a palo di 323 tonnellate. 5) a Sorrento, nel 1877, il Salvatore, brigantino a palo di 511 tonnellate di stazza lorda. 6) A Cassano, nel 1879, il Leone, brigantino a palo di 636 tonnellate. 7) A Cassano, nel 1880, il Teresina, brigantino a palo di 479 tonellate. 8) A Cassano, nel 1880, il Chiarina, altro brigantino a palo di 628 tonellate di stazza lorda. Tutti su progetto e direzione tecnica del costruttore navale A. Castellano. Con l'intensificarsi degli scambi internazionali nacque per i Ciampa l'esigenza di bastimenti di portata sempre maggiore, per cui si avvertì la necessità di passare dalle costruzioni in legno a quelle in ferro e non si tardò ad ordinare ai cantieri navali inglesi, e precismente ai cantieri D. & W. Handerson di Glasgow, nel 1885, per essere poi varata nel 1886, una nave in acciaio di 1573 tonnellate di stazza lorda, la "F.S. Ciampa" . Nel 1889 ai Cantieri Navali di Sestri Ponente fu commessa un'altra nave in acciaio di 1780 tonnellate, il Cavalier Ciampa". Nel 1890, agli stessi cantieri, vennero ordinate due navi in acciaio: una di 1780 tonnallate di stazza lorda, il "Salvatore Ciampa" ed una di 1778 tonnellate, il "Francesco Ciampa". Nel 1891, al Cantiere Navale Workman & Clark di Belfast un brigantino a palo, in acciaio, di 1003 tonnellate, "l'Emilia Ciampa". Una bella flotta di 5 superbi velieri in acciaio, tutti nuovi, pitturati di bainco e, come tutti i bastimenti sorrentini, pulitissimi, tanto da essere indicati negli ambienti marinari come "le navi bianche". Vedremo che non era questo il solo loro primato. Il 5 maggio 1892 francesco Saverio Ciampa, questo millustre e grande lavoratore sorto dal nulla, passava a miglior vita compianto da tutti e lasciando ai figli l'onore di proseguire nel buon nome del loro genitore. Intanto una legge del 1885, che accordava un premio di costruzione di lire 60 per tonnellata di stazza lorda per le nuove costruzioni di bastimenti in ferro anche se fatte all'estero, e di lire 15 per le costruzioni in legno, veniva modificata e migliorata dalla nuova legge del 9 luglio 1896, che portava i benefici a lire 90 per gli scafi in ferro o in acciaio ed a lire 17,50 per le costruzioni in legno purchè realizzate in Italia. La navigaione a vapore si andava sempre più affermando ed imponendo su tutte le rotte, per cui i Ciampa, sempre in linea con i tempi, decisero di passare ai piroscafi, tanto più che la sopra citata legge del 9 luglio assegnava un ulteriore premio, oltre quello di 90 lire, di 12,50 lire per ogni cavallo vapore di potenza della motrice principale e lire 9,50 per ogni quintale di peso dalle caldaie.
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