Marina di Alimuri
Verso il vapore Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da U. Gradini   

In considerazione di quanto detto nell'articolo precedente, i Ciampa cominciarono ad ordinare nel 1899, ai cantieri navali Idero di Sestri Ponente, un piroscafo in acciaio di 4040 tonnellate, il F.S. Ciampa" . questo piriscafo fu fissato dopo le necessarie trattative avute a metà luglio del 1898, con l'impiego da parte del cantiere di garantire le miglia 9 di velocità oraria con consumo di 20 tonnellate di carbone al giorno. Macchina a triplice espansione, 6000 tonnellate di portata, classe 100 A. I. del Llyd's Register e 100 A. I. I. del Registro Italiano Navale, zavorra d'acqua, chiglia piatta, alette i rollio laterali, consegna entro 18 mesi per il prezzo di lire 1.220.000. Per la stessa costruzione i cantieri Handerson di Glasgow avevano chiesto 42.00 sterline, ridotte poi a 41.700; il cantiere Workman & Clark di Belfast ne aveva chiste 44.000. Considerando il "premio di navigazione" si ritenbne conveniente accettare la richiesta del cantiere di Odero. Nel 1900 agli stessi cantieri veniva commesso un secondo piroscafo in acciaio di 3704 tonnellate di stazza lorda, il "Francesco Ciampa". Sempre nel 1900, ai cantieri navali di Muggiano (La Spezia) si ordinava un terzo piroscafo in acciaio di 4195 tonnellate, l'"Agnello Ciampa". Infine nel 1901, ancora ai cantieri navali di Odero di Sestri Ponente un quarto piroscafo, il "Luigi Caimpa".

In questo gran fervore di traffici di velieri in legno ed in ferro, di piroscfi in navigazione, in porto on in costruzione, di noli, di spese, di equipaggi, di cantieri che chiedono soldi, di visite alle costruzioni in corso, di ispettori che controllano quando non si ha il tempo materiale di farlo direttamente, c'è n'è abbastanza per immaginare quale intensa attività i Ciampa svolgessero.

Dopo quanto si è detto dell'attività e dell'importanza di questi armtori, del loro coraggio, della loro capacità, della loro fiducia nel lavoro, penso non sia necessario aggiungere altro. Essi non possono essere stati, a tutto diritto, che degli uomini di primissimo ordine. L'aneddoto, il fatterello può dir molto, può essere interessante, ma di fronte ai fatti ed lle cifre, di fronte ad un'attività di questo genere non c'è che da restare ammirati. Questi armatori reinvestivano sul mare quanto dal mare sapevano trarre, dando inoltre pane, tranquillità e pace a centinaia di famiglie.

Mi sembra così di non dover aggiungere altro su questo casato di grandi lvoratori e di industriosi armatoi ch tra l'altro esportavano direttamente e per proprio conto, grandi quantità di agrumi prodotti dalle aziende agricole di loro proprietà, sia nella Penisola Sorrentina che in Sicilia ed in Puglia, non di rado acquistandone anche da altri produttori.

Si noti che l'esportazione degli agrumi era a quei tempi un'attività di importanza primaria per la nostra penisola, ai cui prodotti erano interessati persino i mercati del Nord-America. Fino a qualche anno fa viveva ancora il ricordo dei Ciampa in molti ambienti marittimi esteri dell'Austalia, del nord e del Sud-America, e del nostro peregrinare per i porti del mondo fino a poche decine di anni fa abbiamo dovuto più volte rispondere a richieste di notizie e di informazioni circa questa grande ditta armatoriale dalla bandiera sociale azzurra con una grande C bianca nel mezzo che dappertutto aveva lasciato un grato ricordo, un sentimento di stima e di rispetto ed un sincero rimpianto per la sua scomparsa

 
 
Ulti Clocks content