
| Introduzione |
| L'Emilia Ciampa |
| Il brigantino "Scutolo" |
| Il Cav. Ciampa |
| Il palamito leggero |
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| Scritto da U. Gardini |
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La tecnica del palamito non è così semplice come può sembrare. Si crede infatti che basti filare in mare una lunga lenza con molti ami innescati e recuperare, dopo un certo lasso di tempo, i pesci che hanno abboccato, senza quindi che vi sia nessuna partecipazione sportiva, anche perchè non è previsto l'uso della canna e del mulinello. La realtà è differente. certamente il palamito è uno dei metodi tradizionali dei pescatori di professione, ma anche quelli sportivi lo possono praticare, rispettando però alcune regole imposte dalla legge, come la limitazione a 100 del numero di ami. Oggi, infatti, esistono decine di palamiti diversi, ognuno dei quali espressamente vietato ad una specie ittica. Tale varietà rende difficile ogni classificazione; tuttavia, nel campo della pesca professionale si identificano 2 grandi gruppi: I palamiti verticali e quelli orizzontali. Nell'ambito poi di questa suddivisione, si inseriscono le differenze relative alla fascia d'acqua prescelta e vi sono perciò i palamiti di superficie, quelli di mezz'acqua e quelli di fondo, nonchè quelli ancorati o quelli che pescano in deriva. Grazie alle prerogative differenti, i palamiti offrono dunque la possibilità di catturare tutti i pesci di mare, dai piccoli sparidi del sottocosta ai pesci spada ed agli squali che vivono in altura. ARMARE UN PALAMITO Sostanzialmente un palamito è costituito da una lunga lenza madre, il trave, a cui viene collegato un certo numero di ami; le due estremità del trave sono a loro volta collegate ad un robusto cordino, che reca un buon peso sul fondo (la "mazzera") ed un gavitello di segnalazione in superficie. Su questa struttura di base si possono applicare numerose varianti. Affinchè la messa in opera del palamito, cioè la "cala", in mare sia perfetta, occorre un accurato lavoro di preparazione a terra. Armare un palamito, dunque, non significa soltanto l'innesco di ogni singolo amo, ma anche la stesura del trave, l'applicazione dei braccioli e la sistemazione del tutto in un contenitore (chiamato "coffa") che non crei problemi durante la cala. Considerando che non è mai facile gestire una lenza con un centinaio di ami innescati, tutto il tempo e la cura impiegati nella preparazione risulteranno preziosi una volta a bordo
Indipendentemente dalla sua lunghezza, bisogna distendere bene il trave prima di sistemarlo nella coffa. In genere, il trave è in nylon di buon diametro (minimo 0,50) e quindi occorre privarlo della "memoria" che possiede nelle matasse delle confezioni. La stesura, da effettuare a terra, è semplice: basta trovare un punto fisso (per esempio un albero), legarvi un'estremità del trave e stirarlo allontanandosi progressivamente: si tratta di renderlo lineare senza però supererne il carico di rottura. Terminata l'operazione di stesura, si avvolge il tutto a larghe spire (in senso antiorario) direttamente nella coffa. Se, a causa della lunghezza eccessiva, si è costretti a dividere il trave in diversi spezzoni, basta intercalare un foglio di giornale fra ogni spezzone per evitare grovigli.
La seconda fase nella costruzione del palamito consiste nel fissare al trave i vari braccioli, questi ultimi sono chiamati anche "pendagli" perchè devono risultare perfettamente perpendicolari al trave. Si preparano dunque i braccioli necessari ( ricavati da un filo di nylon di diametro inferiore a quello del trave) e si applicano al trave mentre lo si passa alla seconda coffa. Per fissarli correttamente si ricorre ad un nodo particolare.
Per quanto riguarda la lunghezza dei pendagli, non esistono regole fisse: ogni tipo di palamito (come vedremo in seguito) esige specifiche lunghezze e distanze fra i vari braccioli.
Il trave ed i relativi pendagli con gli ami devono essere sistemati ordinatamente nella coffa. Si dissa il capo del trave al fondo della cassetta di legno e si ripone ripone il trave avvolgendolo in senso antiorario in spire il più larghe possibile; ogni volta che si arriva ad un pendaglio si infigge il realtivo amo nella striscia di sughero della "mangiatoia" (la parte più esterna della coffa). é importante rispettare la sequenza della posa del trave; applicando gli ami nella mangiatoia l'uno dietro l'altro senza accavallamenti. ora, il palamito è pronto per essere innescato. |
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