Marina di Alimuri
Il brigantino "Scutolo" Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da U. Gardini   

L'ultimo veliero sorrentino, per quel che ne sappiamo, ad essere catturato dai pirati, fu lo "Scutolo" comandato dal capitano Francesco Starita soprannominato "Ciccillone",  e lo scritto che segue riporta il racconto della disavventura toccatagli fatto dal protagonista.

Lo Scutolo - costruito ad Alimuri nel 1876 su progetto del costruttore navale F. Mauro, di 482 t. di stazza lorda e di m. 41,03 di lunghezza, m. 10,02 di larghezza, e m. 5,79 di altezza, armato a brigantino a palo - il mattino del 25 ottobre 1894, proveniente da Filadelfia con carico di petrolio in cassette (ciascuna di 2 latte da 5 galloni), dopo aver fatto scalo a Bilbao, nel Mediterraneo, con poco vento e spinto dalla corrente che lo scartava verso terra. venne così a trovarsi abbastanza vicino alla costa africana, dove fu assalito dai pirati, che numerossimi e dalle intenzioni tutt'altro che amichevoli, obbligarono il capitano ad avvicinarsi ulteriormente verso terra, e giunti nella zona da loro scelta lo obbligarono a dar fondo alle ancore. Dopo averlo legato e rinchiuso in una cabina di poppa, cominciarono il loro lavoro di rapina e spogliazione del bastimento facendosi aiutare con la minaccia delle armi dallo stesso equipaggio. Si stabilisce così un continuo andirivieni tra la terra e lo Scutolo. I marinai, temendo anche per la propria sorte, non possono che invocare la protezione dei Santi, sperando di aver salva la vita.

Nel tardo pomeriggio, mentre i pirati sono a terra per sbarcarvi trasbordato sulle loro barche un ennesimo carico di cassette di petrolio, si giunge alla decisione del "tutto per tutto".

Capitan Ciccillone, che dalla sua prigione aveva avuto agio di constatare che si stava mettendo una leggera brezza da terra, notando dal finestrino a murata che il mare cominciava ad incresparsi al vento, si diede a gridare come un forsennato chiedendo ai suoi di liberarlo. Il nostromo con alcuni marinai subito accorsi sfondarono la porta della cabina e lo trassero fuori. In men che non si dica si smagliarono le catene delle ancore dal pozzetto e si filarono per occhio, si spiegarono in un attimo le vele. Non s'era mai visto un lavoro del genere farsi con tanta rapidità, zelo e precisione da tante persone insieme. Tutto l'equipaggio fu impegnato nella manovra, compreso lo scrivano, e lo Scutolo prese a filare man mano sempre più velocemente verso il largo, spinto dal vento favorevole che frattanto era diventato fresco. A tal vista i pirati si lanciarono in un accanito inseguimento che per buona fortuna dei sorrentini non ebbe successo; e così, senza bussola, senza cronometro, senza viveri, senza fanali, tutte cose che i pirati avevano portato a terra, capitan Ciccillone salvò sè stesso, l'equipaggio, il rimanente carico ed il bastimento.

L'indomani, nel pomeriggio, lo Scutolo rientrava a Gibilterra sotto la vigile scorta, questa volta, di una corvetta inglese che lo aveva incrociato in mattinata e con la quale, a stento, si era riusciti a comunicare data la completa mancanza del necessario per le segnalazioni marittime in codice internazionale, anch'esso trafugato dai pirati.

La maniera inconsueta di richiamare l'attenzione tra navi che si incontrano in navigazione (agitazione di braccia e sventolio di qualche indumento) aveva sorpreso non poco la corvetta inglese che dovette avvicinarsi sopra vento a portata di voce per capire che cosa era successo prima di disporsi a prestare la propria assistenza.

ripartito da Gibilterra dopo alcuni giorni, rifornito di tutte dotazioni indispensabili alla navigazione che i pirati avevano portato via, il Ciccillone si guardò bene dall'avvicinarsi alla costa africana. Egli raccontava poi che, prima di venir rinchiuso a poppa dai pirati, aveva notato che uno di essi, forse uno dei capi, teneva d'occhio con avidità la sua mano destra, dove luccicava un anello con un bel brillante. Immaginando le intenzioni del tipo, anche se a malincuore e per evitare il peggio, Ciccillone se l'era sfilato facendogliene grazioso omaggio.

Desta però una certa sorpresa guardando gli ex voto marinari esposti nella Basilica di Santa Maria del Lauro a Meta, notare, fra i tanti bastimenti malamente strapazzati da terribili uragani, questo brigantino Scutolo perfettamente invelato che fila in poppa nel più bel mare leggermente increspato.

 

 
 
Ulti Clocks content