Marina di Alimuri
Vi Manifestazione Mare 2009 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Soldatini, ma proposto da Raffaele De maio per la pubblicazione   

“Amici del Mare” iniziative sportive di fine estateTerzo Trofeo “S. Maria del Lauro”

Si è chiusa con una serata insieme, ospiti dell’Antico Lido Resegone, l’estate degli “Amici del Mare”, associazione che si propone di aggregare anziani e giovani valorizzando il bene prezioso del Mare e delle sue risorse: pesca, turismo, sport acquatici, tutto facendo risaltare la storia e la tradizione marittima di Meta. Di grande successo gli ultimi eventi sportivi ed in particolare la tradizionale Gara di Voga su lance e gozzi. Record di partecipazione di tifosi, al trofeo “S. Maria del Lauro”, tutti richiamati dalla competizione e da un caldo pomeriggio di settembre, suggellato, a chiusura della festa remiera, da un incantevole e rosso tramonto. I dieci vogatori iscritti hanno affrontato la sfida con maestria e giusto agonismo ma anche con la consapevolezza di essere in uno specchio d’acqua, quel d’Alimuri, dove sono stati varati (tra il 1600 e il 1800) alcuni tra i più bei velieri della prestigiosa flotta Campana. In tale sito anche il rumore del frangere delle onde, sembra leggendariamente raccontare storie, sogni e ambizioni dei tanti avventurieri, comandanti e marinai che indomiti hanno attraversato i mari di tutto il mondo.Tra le imbarcazioni in competizione alcune erano d’altissimo valore storico; da menzionare quelle del Cantiere di Cafiero Michele in Alimuri e quelle del Cantiere di Francesco Malinconico nella zona Purgatorio (cantieri che con enormi sacrifici e nel rispetto delle tradizioni sono, ancora oggi, presenti ed attivi).La partenza della prima batteria dopo il saluto “all'alzaremi” dei partecipanti  ha preso il via alle 16,48, con uno squillo di sirena. La manifestazione non propriamente competitiva, è stata effettuata con mare leggermente mosso e poco vento, nel percorso usuale di ½ miglio marino.Lasciato il bacino della Marina di  Meta, i vogatori hanno aggirato dopo circa 500 metri le due boe poste a largo della Conca, quindi hanno costeggiando la spiaggia d’Alimuri per giungere alla delimitazione indicante l’arrivo.Un percorso apparentemente breve ma che attraversa il variegato ed unico litorale metese: dalle spiagge a misura di bimbo (per il dolce declinare della profondità) del Purgatorio (dove le barche in gara sono ormeggiate per tutto l’anno come combattenti che godono il giusto riposo); all’ampio bacino sabbioso della Marina di Meta, verso il ciottolo, sempre più grosso, dell’Alimuri e della Conca; passando, quindi, dalla  costa “presepiale” di tufo alla calda roccia calcarea. Veramente, in modo incomparabile, Meta può esaudire ogni istanza turistica balneare. Nella prima batteria, il crudele sorteggio inseriva nel gruppo dei primi regatanti la maggior parte degli accreditati alla vittoria finale e ne faceva le spese il bravo ma febbricitante Marco Castellano che non riusciva a qualificarsi. Il forte ed esperto Raffaele Rapicano dominava, invece, l’altra semifinale. In finale vinceva la nuova promessa del remo metese De Maio Raffaele, d’anni 15, con un tempo eccezionale 5m e 35 s.. Il giovane di fisico robusto, ben allenato è anche dotato di tecnica eccellente e capacità di eseguire scelte tattiche appropriate alle gare. Ha già vinto la regata del 2008, mentre nel 2007 è risultato secondo dopo aver effettuato un gesto d’assoluto valore sportivo (si era fermato per recuperare il remo a colui che poi lo avrebbe superato aggiudicandosi la vittoria). Onore, merito ed applausi al talentuoso campione e “gentleman” metese. La speranza per tutti è quella di rivivere, con lui, fasti sportivi antichi come quando negli anni ’50  il metese Soldatini Fedele vinceva con il 4 con, per l’aeronautica, numerose regate a livello nazionale o quando, negli stessi anni, l’altro metese Esposito Antonio, primeggiava nel nuoto, vincendo per ben due volte i campionati italiani di gran fondo più numerose traversate del Tevere e gare meno note a livello nazionale.Secondo, in finale, risultava Fiorentino Francesco detto “Cicchimano”, quest’anno senza il problema della rottura dello “stroppolo” (legatura che allaccia il remo allo scalmo),  che fu la causa della sconfitta nella precedente edizione.  Terzo Russo Luigi e quarto giungeva Raffaele Rapicano (dopo essere stato involontariamente speronato dal prestante ma non particolarmente dotato tecnicamente Costantino Grieco che giocava in casa, essendo il bagnino  del Lido Meta Mare). Rapicano faceva dilettare gli astanti  regatando da pescatore (remata da alzato che necessita di tecnica sopraffina).
Degni di nota il commissario di gara Castellano F. coadiuvato dai giudici di gara Russo F. e De Maio C., ottimo anche il lavoro degli assistenti di regata Esposito M., De Gennaro F. e Gargiulo E.; e dei tanti esperti  come Esposito Aldo,  Eleuterio, Perrusio Umberto e Caso Giovanni che non hanno mai  lesinato dettagli utili per far competere al meglio ogni sportivo.
La regata era presente in un calendario ben più ampio di attività.Da citare le escursioni in gozzi e lance (gratuite per i partecipanti) per viaggiare a mare e nella storia, accompagnati da abili naviganti ed ottimi ciceroni capaci anche di dialogare in varie lingue grazie a pregresse esperienze marittime. Le imbarcazioni hanno percorso le rotte delle “coste di cartone”, così viene denominato il percorso che da Meta raggiunge la Marina Grande di Sorrento fiancheggiando le meravigliose rocce in tufo (visione unica al mondo dovuta al deposito di eruzioni antichissime) piene di anfratti e grotte, spesso,  utilizzate come cantieri nautici. Nei cantieri lì dove era padrona l’ ”ascia a per”, storico e pericoloso attrezzo, che dava la possibilità ai maestri carpentieri di modellare le robuste ordinate delle navi o di rischiare l’amputazione degli arti.I barcaioli hanno mostrato, sulle rocce tufacee,  i segni  degli sbarchi dei saraceni e gli agrumeti poggiati sulle coste; agrumeti dove donne “curve”  riempivano enormi canestri (“sporte”) che  colmi partivano per l’America, arricchendo nobili ed armatori sorrentini.Dal punto di vista sportivo l’associazione annota anche imbarcazioni  in legno armate a vela latina che annualmente partecipano a diverse regate per vele storiche. Da ricordare: “Itina” dell’armatore Fulvio Cafiero (presidente del Circolo Marina di Alimuri) ora condotta dal figlio giovanissimo Enrico;  “Mastù Ciccio” bellissima lancia di 4,30 m. capitanata da Massimo Manco (costruzioni Malinconico); l’altrettanto incantevole gozzo “Santa Filomena” armatore e capitano Aiello Antonino (costruzioni Cafiero); e non ultima la veloce “Lauritta Daniela” condotta da Cacace Francesco.Si può dire certamente che Meta è una città di mare, di sport e di storia e tradizioni.

 
 
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